Logo retina dark seide area
Social Networks
Codice della crisi di impresa d.lgs 14/2019 in vigore dal 2021
15736
post-template-default,single,single-post,postid-15736,single-format-standard,bridge-core-1.0.4,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-18.0.9,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive
crisi di impresa

Codice della crisi di impresa d.lgs 14/2019 in vigore dal 2021

Il codice della crisi di impresa e dell’insolvenza introdotto con il d.lgs. 14/2019, meglio noto come “Codice della crisi”, prevede l’adeguato monitoraggio dello stato di salute dell’impresa e la rilevazione tempestiva di una eventuale situazione critica, in modo tale da adottare con sollecitudine tutte le misure più idonee  per scongiurarla.  E’ certamente una esigenza gestionale prima ancora che un dovere giuridico, soprattutto nell’era post lockdown da covid 19 che stiamo vivendo.

Dopo un momento così inaspettato e frustrante ogni singolo imprenditore ha necessità di una buona dose di coraggio per rialzarsi dall’impatto negativo che ha avuto la pandemia, ma pure una lucidità che non può certo fare a meno della consapevolezza delle proprie condizioni e delle loro dinamiche.

Una contabilità attendibile e solerte.

La salute di un’impresa si valuta soprattutto, in un’ottica economico-aziendale, considerando in primo luogo gli equilibri patrimoniale ed economico/finanziario. Il loro adeguato monitoraggio si fonda in primis sulla tenuta di una contabilità contraddistinta, non solo dall’attendibilità ma anche dalla sua tempestività.  E qui entra in gioco il gestionale utilizzato, che assume un ruolo fondamentale. Esso, infatti,  dovrebbe consentire, in piena sicurezza, di automatizzare al massimo le registrazioni contabili limitando l’intervento umano ove fosse necessario.

Ci siamo chiesti quali e quanti dati, alla base delle singole scritture, sono già disponibili o sarebbero facilmente acquisibili in formato elaborabile? Si pensi, solo per fare alcuni esempi, alle fatture elettroniche, ai corrispettivi telematici, agli estratti conto bancari, ai versamenti tributari e previdenziali.  A volte non è nemmeno una questione di software bensì di mentalità.  Chi si occupa di contabilità dovrebbe dedicarsi sempre meno all’inserimento degli stessi a vantaggio del loro controllo e, soprattutto, della loro tempestiva trasformazione in informazioni. E per fare questo, oltre a un gestionale idoneo e a procedure adeguate, serve pure investire in formazione o – in altri termini – in capitale umano.

 

crisi di impresa

La sfida dei bilanci infrannuali

Una contabilità attendibile e tempestiva, sviluppata non solo per compliance normativa bensì pure nell’ottica gestionale, è però “solo” un presupposto per il monitoraggio consuntivo degli equilibri menzionati. Il passaggio successivo è quello dell’assestamento dei suoi valori per determinare il reddito del periodo e il connesso capitale di funzionamento: ecco quindi la necessità di compiere tutta una serie di rilevazioni, tipiche della redazione del bilancio d’esercizio, relative – solo per fare alcuni esempi – ad ammortamenti, rimanenze, svalutazioni, accantonamenti, fatture da ricevere, imposte sul reddito, ratei e risconti.

 

Con quale frequenza raggiungere tale risultato?

Parafrasando il noto modo di dire culinario, potremmo dire “quanto basta”. Ma basta a che cosa? Quantomeno alla consapevolezza delle proprie condizioni e delle loro dinamiche.

Viene in aiuto anche il diritto: il già menzionato secondo comma dell’art. 2086 c.c. impone infatti all’imprenditore, operante in forma societaria o collettiva, di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile funzionale anche, fra le varie cose, alla tempestiva rilevazione della crisi e della perdita della continuità. Ci limitiamo qui a ricordare, come il noto documento del CNDCEC “Crisi d’impresa – Gli indici dell’allerta” del 20 ottobre 2019 (che consigliamo di leggere con attenzione), preveda la valutazione almeno trimestrale dei parametri.

In mancanza di bilanci approvati dall’assemblea, per fare ciò sono necessarie situazioni infrannuali – formate anche solo da stato patrimoniale e conto economico –  redatte secondo le indicazioni  del CNDCEC (che fa riferimento, in prima battuta, alle previsioni dell’OIC 30) – approvate dall’organo amministrativo o dal responsabile delle scritture contabili.

Il vostro sistema informativo-contabile è in grado di fare tutto ciò?

Anche qui servono un gestionale idoneo, procedure adeguate e il necessario capitale umano.

Se avete bisogno di una consulenza in merito non esitate a contattarmi.

 

Fonte : Blog TeamSystem

 

 

No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.